Detrazioni fiscali

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Come e quando si applicano le agevolazioni fiscali previste

Le detrazioni al 65% rappresentano una concreta forma di reale risparmio per le famiglie.
Ma, cerchiamo di comprendere nel dettaglio i termini di applicabilità dell’Ecobonus.
Gli Ecobonus, tra cui il bonus caldaia, dispongono che le detrazioni del 65% vadano applicate alle spese sostenute per interventi di efficienza energetica quali l’installazione di strumenti che comportino:

  • La riduzione del fabbisogno di energia per il riscaldamento e per il miglioramento termico dell’edificio;
  • La sostituzione degli impianti per la climatizzazione invernale;
  • L’installazione di pannelli solari.

Specificamente per quanto concerne le caldaie, per la sostituzione degli impianti deputati alla climatizzazione invernale e relativa posa in opera, il bonus prevede una detrazione dalle imposte sui redditi – IRPEF o IRES – nella misura del 65% entro un massimo di spesa detraibile di Euro 30.000.

Condizioni per poter fruire della detrazione al 65%

Per poter ottenere il bonus caldaia il tecnico abilitato dovrà rilasciare attestazione che confermi che i requisiti richiesti siano stati rispettati.
All’ENEA dovrà essere poi trasmessa la scheda riguardante gli interventi realizzati.
La detrazione fiscale totale ottenuta verrà quindi spalmata in 10 rate di uguale importo da scaricare in 10 anni mediante dichiarazione dei redditi (modello 730 o Unico).

Ecobonus: i numeri della detrazione dal 2013 ad oggi

Le percentuali di detrazione correlate agli Ecobonus hanno subito delle significative variazioni per quello che riguarda i lavori eseguiti dal 2013 ad oggi.
Al fine di comprenderne bene le cifre, giova rammentare i valori aggiornati, attualmente in vigore dopo la Legge di Stabilità 2016.
Eccoli dunque di seguito riportati e trascritti:

  • Detrazione del 55% per le spese sostenute fino al 5 giugno 2013;
  • Detrazione del 65% per le spese sostenute riguardo le caldaie a condensazione (con termoregolazione del calore) o a biomassa precisamente dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016. Questo sia per i condomini che per i privati (singole unità immobiliari);
  • Detrazione del 65% anche per le spese sostenute dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2016.

Una curiosità: inizialmente, per l’anno 2016, era stato previsto che la detrazione scendesse al 50%, ma successivamente, la menzionata Legge di Stabilità 2016 ha prorogato l’Ecobonus alla più vantaggiosa percentuale.
Per l’anno di imposta 2017, qualora non ci fossero ulteriori proroghe, le detrazioni dovrebbero scendere al 36% dal momento che questa agevolazione sarà sostituita con la nuova detrazione fiscale a copertura delle ristrutturazioni edilizie.

Chi può fruire della detrazione

Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato.

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • locatari o comodatari;
  • soci di cooperative divise e indivise.
  • imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
  • soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

Per quali lavori spettano le agevolazioni

  • In particolare, la detrazione riguarda le spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria, per le opere di restauro e risanamento conservativo, per i lavori di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.
  • Gli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia. Rientra tra i lavori agevolabili, per esempio, l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, in quanto basato sull’impiego della fonte solare e, quindi, sull’impiego di fonti rinnovabili di energia (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 22/E del 2 aprile 2013)

Altre spese ammesse all’agevolazione

Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, ai fini della detrazione è possibile considerare anche:

  • le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse
  • le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento
  • le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 - ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71)
  • le spese per l’acquisto dei materiali
  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti
  • le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi
  • l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori
  • gli oneri di urbanizzazione
  • gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998). Non possono invece ritenersi comprese tra quelle oggetto della detrazione le spese di trasloco e custodia dei mobili per il periodo necessario all’effettuazione degli interventi di recupero edilizio.

Cosa deve fare chi ristruttura per fruire della detrazione

Gli adempimenti previsti per richiedere la detrazione sulle spese di ristrutturazione sono stati , negli ultimi anni, semplificati e ridotti.
In particolare, dal 14 maggio 2011 è stato soppresso l’obbligo dell’invio della comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate e quello di indicare il costo della manodopera, in maniera distinta, nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori. E’ sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione. Inoltre, occorre conservare ed esibire, a richiesta degli uffici, i documenti indicati nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011. In particolare, oltre ai documenti indicati più avanti (comunicazione all’Asl, fatture e ricevute comprovanti le spese sostenute, ricevute dei bonifici di pagamento), il contribuente deve essere in possesso di:

  • domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora censito)
  • ricevute di pagamento dell’imposta comunale (Ici-Imu), se dovuta
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori (per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali) e tabella millesimale di ripartizione delle spese
  • dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori, per gli interventi effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi
  • abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, eccetera) o, se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.

Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale , da cui risultino:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16 -bis del Dpr 917/1986)
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.
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I principali tipi di interventi ammessi alla detrazione IRPEF

Interventi sulle singole unità abitative

  • Caldaia: Sostituzione o riparazione con innovazioni.
  • Caloriferi e condizionatori: Sostituzione con altri anche di diverso tipo e riparazione o installazione di singoli elementi (Detraibile nelle singole unità immobiliari se si tratta di opere finalizzate al risparmio energetico) Installazione di macchinari esterni.
  • Centrale idrica: Riparazioni varie con modifiche distributive interne o esterne Nuova costruzione (volume tecnico) nell’ambito di un’operazione di manutenzione straordinaria, di un restauro o di una ristrutturazione.
  • Centrale termica: Riparazioni varie interne ed esterne, conservando le caratteristiche (materiali, sagoma e colori) uguali a quelle preesistenti (opere murarie) Con modifiche distributive interne Con modifiche esterne (sagoma, materiali e colori nuova costruzione (volume tecnico) nell’ambito di un’operazione di manutenzione straordinaria, di un restauro o di una ristrutturazione.
  • Impianto di riscaldamento autonomo interno (purché conforme al DM 37/2008 - ex legge 46/90): Nuovo impianto, senza opere edilizie Nuovo impianto con opere edilizie esterne (canna fumaria e/o altre opere interne o esterne) per riscaldamento o ventilazione Riparazioni con ammodernamenti e/o innovazioni.
  • Impianto idraulico: Sostituzione o riparazione con innovazioni rispetto al preesistente.
  • Sanitari: Sostituzione di impianti (la sostituzione degli apparecchi sanitari è detraibile solo se integrata o correlata a interventi maggiori per i quali spetta l’agevolazione) Realizzazione di servizio igienico interno.